Condizioni in cui si sconsigliano i viaggi aerei

Infarto del miocardio recente non complicato (prime 3 settimane), associato ad aritmie e disfunzioni del ventricolo sinistro (prime 6 settimane), recenti interventi di by-pass, sostituzione valvolare o angioplastica con posizionamento di uno stent (prime 2 settimane); scompenso cardiaco in atto, gravi aritmie cardiache, cardiopatie congenite cianogene, angina pectoris con crisi stenocardiche frequenti e protratte non adeguatamente controllate dalla terapia. I pace-makers e i defibrillatori impiantabili non interferiscono con i dispositivi di sicurezza aereo-portuali; è bene tuttavia avvertire il personale se si è portatori di tali congegni o munirsi di adeguata documentazione se si desidera evitare il passaggio al metal detector. A questo proposito giova ricordare che non vi è interferenza tra i telefoni cellulari ed il pace-maker normalmente alloggiato in un guscio d'acciaio schermato. È comunque buona norma mantenere il telefono sia durante l'utilizzo sia quando lo si conserva in tasca, dal lato opposto alla sede del pace-maker. Al contrario, il rasoio elettrico interferisce con il pace-maker.
 
Gravi forme di anemia, recenti emorragie (se non rinviabile volare solo su aerei pressurizzati ed utilizzare l'erogatore di ossigeno in maniera continuativa; se l'emorragia è stata grave sottoporsi ad una trasfusione di sangue 48-72 ore prima di intraprendere il volo; in ogni caso non dovrebbero affrontare un viaggio aereo coloro che hanno livelli di emoglobina inferiori a 7,5 g/l; i pazienti affetti da anemia falciforme presentano una controindicazione assoluta alla partenza nei 10 giorni successivi alla crisi).
 
Ictus cerebri recente (prime 3 settimane).
 
Ipertensione arteriosa grave non trattata (valori superiori a 200/115).
 
Tromboflebiti in fase acuta.
 
Labirintite e disturbi dell'equilibrio in atto (i rapidi movimenti dell'aereo che si verificano durante le fasi di decollo e atterraggio ed in quota in presenza di "vuoti d'aria" possono aggravare la patologia).
 
Otite media catarrale o purulenta acuta, catarro tubarico, rinofaringiti in fase acuta (nelle rapide variazioni di quota la ridotta pervietà delle tube di Eustachio può favorire la perforazione del timpano; se il viaggio in aereo non è rinviabile si consiglia di eseguire, se insorge dolore, ronzio o sensazione di "pienezza" a livello dell'orecchio medio, ripetuti atti di deglutizione, sbadigli e spostamento forzato latero-laterale della mandibola; questi disturbi si manifestano più frequentemente nelle fasi di atterraggio).
 
Interventi chirurgici all'orecchio medio (attendere la cicatrizzazione del timpano, se possibile evitare voli per almeno 2 mesi), tonsillectomia (primi 10 giorni).
 
Insufficienza respiratoria, enfisema di grave entità, stato di male asmatico, broncopneumopatia cronica ostruttiva con severa ipossiemia a riposo, cuore polmonare cronico (si può volare se si è in grado di camminare per almeno 50 metri o salire 10-12 scalini senza sintomi; considerare che la pressurizzazione delle cabine degli aerei di linea equivale ad una altitudine di 1.800-2.000 metri cui corrisponde una percentuale di ossigeno nell'aria inspirata del 15% anziché del 21% come a livello del mare, pertanto ci potrebbe essere la necessità di somministrare ossigeno supplementare).
 
Pneumotorace spontaneo (prime 3 settimane - il gas intrappolato può espandersi e ridurre ulteriormente la funzionalità respiratoria; 6 settimane se è stato sottoposto ad intervento chirurgico).
 
Interventi recenti toracici o addominali (prime 2-4 settimane - il volume dei gas intestinali ad alta quota può addirittura espandersi del 25% provocando l'apertura delle cicatrici post-operatorie, lo strappo dei punti di sutura e, nei casi più gravi, emorragie o perforazioni intestinali).
 
Ulcera peptica a rischio di perforazione, recente emorragia gastrica (attendere 3 settimane), appendicite acuta, diverticolite, colite ulcerosa in fase attiva (il viaggio aereo è controindicato poiché l'aumento del volume dei gas intestinali per effetto della depressione barometrica in quota facilita la perforazione o lo strozzamento).
 
Portatori di colonstomie e ileostomie, voluminose ernie inguinali non riducibili (portare borse e vestiti extra poiché si ha aumento della produzione e dello sfogo dei gas intestinali; per le ernie riducibili è necessario l'utilizzo di efficienti cinti contenitivi; tutte le complicazioni relative al tratto gastro-enterico sono più frequenti nelle fasi del decollo).
 
Recente immissione, per fini diagnostici o terapeutici, di gas nelle cavità organiche (ad esempio pneumoencefalo, pneumoperitoneo ecc.) (l'espansione del gas introdotto, per la legge di Boyle-Mariotte può, per la diminuzione della pressione atmosferica che si verifica in quota, comprimere gli organi viciniori).
 
Ingessature (l'aria intrappolata nel gesso può espandersi e comprimere l'arto; sono stati segnalati casi di gangrena da compressione).
 
Gravi disturbi mentali (è necessario un accompagnatore ben istruito munito di farmaci d'emergenza poiché lo stress emozionale, le brusche variazioni di quota dell'aereo, le vibrazioni possono facilitare crisi di agitazione psico-motoria).
 
Epilessia: in base alla gravità e alla frequenza delle crisi valutare la necessità di un aumento della terapia in atto (le alterazioni del ritmo sonno-veglia dovuto al fuso orario e l'ansia del volo possono facilitare le crisi).
 
Se si utilizzano lenti a contatto è bene portare una confezione di lacrime artificiali (l'umidità ambientale dell'aereo non supera il 10-20% contro un livello ottimale del 60%, inoltre il ricircolo dell'aria nel sistema di aerazione può trasportare particelle di polvere e detriti che potrebbero creare fastidi alla congiuntiva provocando infiammazione e lacrimazione)
 
Gravidanza all' 8°- 9° mese e puerpere fino al 7° giorno dopo il parto (la maggior parte delle compagnie aeree non accetta gravide dopo la 36^settimana, non oltre la 32^ se la gravidanza è gemellare), neonati di età inferiore alle 4 settimane a causa dell'immaturità polmonare (i bambini prematuri con complicanze dovrebbero evitare di volare fino a 6 mesi dopo la data del parto, se fosse avvenuto regolarmente, per la maggior frequenza di crisi di apnea); nessuna controindicazione per il lattante. A titolo di curiosità si ricorda che se il parto avviene a bordo dell'aereo, il neonato acquisisce la nazionalità della compagnia di bandiera, per cui la madre potrebbe ritrovarsi con un figlio "straniero".
 
Per prevenire barotraumatismi è consigliabile, durante il decollo e l'atterraggio, tenere svegli i bambini e far bere loro dei liquidi o masticare un chewing-gum. Negli adulti l'inconveniente si può prevenire con sbadigli ripetuti o muovendo la mascella inferiore da una parte all'altra o con le manovre di Toynbee (deglutizione con bocca e naso chiusi) o di Valsalva (espirazione forzata con bocca e naso chiusi) o di Frendzel (masticazione simulata rovesciando la lingua indietro con bocca, naso ed epiglottide chiusa) oppure semplicemente bere stringendo il naso con le dita. La ventilazione costante all'interno dell'aereo crea una certa disidratazione, pertanto occorre bere, nei lunghi viaggi, 1 o 2 litri di liquidi, escludendo le bevande alcoliche responsabili di una certa ipossia cerebrale.
 
Poiché tutte le compagnie aeree hanno bandito il fumo a bordo, i fumatori, soprattutto nei viaggi a lunga percorrenza, possono trovare beneficio utilizzando cerotti o chewing-gum o compresse sub-linguali contenenti nicotina.




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