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Diarrea del viaggiatore
Questa infezione intestinale si contrae con l'ingestione di cibi e bevande contaminate: particolarmente a rischio sono vegetali non cotti, carne, pesce, frutti di mare e derivati del latte come già sapevano bene i viaggiatori inglesi del diciannovesimo secolo allorché coniarono l'aforisma: "boil it, cook it, peel il or forget it".
Compare, generalmente, nei primi giorni del soggiorno (raramente può manifestarsi al rientro del viaggio) e si manifesta con numerose scariche diarroiche (da 3-4 fino a 20-30 evacuazioni quotidiane, in alcuni casi con presenza di sangue), dolori e crampi addominali, talvolta febbre quasi mai elevata, nausea e vomito, profonda spossatezza, malessere generale; si risolve spontaneamente nel giro di 2-5 giorni. Nel 10% dei soggetti colpiti può residuare una sindrome del colon irritabile. Colpisce più di un terzo dei viaggiatori occidentali che si recano in aree tropicali e conferma l'aforisma "i viaggi allargano la mente e liberano l'intestino". È più frequente nei soggetti che provengono dalle aree più industrializzate, soprattutto se non hanno mai soggiornato nei paesi del Terzo Mondo; gli adulti sono meno colpiti rispetto ai bambini e agli anziani; i soggetti che hanno compiuto un viaggio nei paesi tropicali e sub-tropicali nei 6 mesi precedenti mostrano un maggior rischio; una ridotta acidità gastrica (presente in coloro che assumono farmaci inibitori di pompa protonica o bloccanti dei recettori H2 dell'istamina quali lansoprazolo, ranitidina, ecc. o che hanno subito una gastroresezione) costituisce un ulteriore fattore di rischio dal momento che il pH acido dello stomaco rappresenta una barriera invalicabile per molti patogeni enterici. I pazienti che assumono diuretici sono più esposti a disidratazione e squilibri elettrolitici.
Nella maggior parte dei casi l'eziologia è batterica (l'Escherichia Coli è responsabile del 50% dei casi di infezione, negli altri casi sono interessati Campylobacter jejuni, Shighella, Salmonella enteritidis, Vibrio parahaemolyticus e fluvialis, Yersinia enterocolitica, Aeromonas hydrophyla). Meno frequentemente la causa è virale (Rotavirus, Norwalk virus) o parassitaria (Giardia lamblia, Entamoeba histolityca, Criptosporidium parvum). In una quota significativa di casi non è possibile identificare alcuna eziologia infettiva.
L'Africa, l'Asia, il Medio Oriente e il Centro e Sud-America sono le aree dove maggiore è la possibilità di incorrere nella diarrea del viaggiatore (in queste regioni l'infezione causa, ogni anno, la morte di oltre 2.000.000 di bambini).
Reidratare il paziente con abbondanti liquidi eventualmente arricchiti con sali minerali, evitando bevande gassate, caffè, tè ed alcolici, è più che sufficiente per risolvere la patologia. L'Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di bere almeno mezzo bicchiere di liquidi (50-100 ml) dopo ogni scarica nei soggetti al di sotto dei 2 anni, 1 bicchiere (100-200 ml) da 2 a 10 anni, quantità illimitate sopra i 10 anni. In commercio esistono anche delle soluzioni reidratanti già pronte.
Utile può essere l'assunzione di un astringente quale la diosmectite o il racecadotril.
La eventuale profilassi, utile nei diabetici, cardiopatici, nei soggetti immuno-compromessi (CD4 inferiori a 200), nei pazienti in terapia con steroidi o farmaci immunosoppressori e in quei casi in cui non ci si può permettere di star male (viaggi d'affari, gare sportive ecc.), consiste nell'assunzione dal giorno precedente la partenza fino a 2 giorni dopo il rientro di ciprofloxacina o norfloxacina o levofloxacina o dossiciclina. Questi farmaci possono provocare fotosensibilizzazione e sono controindicati in gravidanza ed in età pediatrica. Tutti questi farmaci possono essere utilizzati come terapia quando è necessario somministrare un antibiotico; in questo caso la posologia va raddoppiata e proseguita per 3 giorni. Si è dimostrata utile anche la rifaximina. Nella prevenzione della diarrea del viaggiatore, soprattutto se ci si reca in Turchia e nel Nord Africa si è rivelata efficace l'assunzione di probiotici a base di Saccharomyces Boulardii.
È disponibile oggi un vaccino efficace nel 60-80% delle malattie diarroiche del viaggiatore dovute all'Escherichia Coli e alla Salmonella Enterica.