Ordine provinciale dei farmacisti di
 
  Brescia  
     
 
 
 
A proposito di Ddl Concorrenza
 
Un pasticcio, che danneggia il servizio farmaceutico e i professionisti ma, soprattutto, i cittadini.
Il testo del ddl concorrenza approvato lo scorso 2 agosto in Commissione Industria del Senato contiene misure sul servizio farmaceutico che non possiamo accettare. Vero è che l’iter è ancora lungo, dopo una altrettanto lunga e faticosa gestazione durata ben diciotto mesi. Ricordiamo che il ddl, prima di diventare legge, dovrà passare in Aula al Senato e tornare alla Camera per l’approvazione.
Perché un pasticcio? La Fofi, Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani, conferma la sua contrarietà all’ingresso di società di capitali nella gestione delle farmacie per l’impatto che esso potrà avere sulla continuità del servizio offerto ai cittadini, ma anche sull’autonomia dei professionisti e sulle loro future prospettive occupazionali.
Ribadiamo, come già rappresentato con estrema chiarezza durante le audizioni in Senato, che l’ingresso dei capitali nella gestione della farmacia dovrebbe avvenire attraverso una modalità  che lasci la gestione professionale in mano ai farmacisti. Questo, a tutela, in primis, delle finalità socio-assistenziali connaturate al servizio della farmacia. E comunque pur indicando un tetto del 20%, a livello regionale, di possesso delle farmacie a società di capitali facilita la formazione di oligopoli che renderebbe marginale il ruolo delle farmacie rette da professionisti.
E, fattore non irrilevante, anche a tutela dell’occupazione dei farmacisti la cui presenza potrebbe essere ridimensionata proprio per rispondere alla logica del profitto.
A fronte della gravità della situazione, la FOFI convoca un tavolo tecnico-politico per elaborare proposte concrete su aspetti sui quali è urgente un intervento, a cominciare dall’istituzione del numero chiuso nelle facoltà di farmacia.
 
 
Nuovi LEA, cosa cambia per le farmacie
 
Sono da poco entrati in vigore i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza), ovvero quelle attività, servizi e prestazioni garantite ai cittadini con le risorse pubbliche messi a disposizione dal Servizio sanitario nazionale. Si calcola che l’impatto globale dell’aggiornamento dei Lea è di 771,8 milioni di euro l’anno. Quali le novità per le farmacie? Nel capitolo dedicato all’assistenza distrettuale, l’articolo 8 prevede che la farmacia territoriale garantisca la dispensazione dei farmaci in fascia A – di cui al decreto 537/1993 – ove l’erogazione non sia affidata direttamente alle strutture regionali.
Ancora, è assicurata, limitatamente ai medicinali con uguale composizione in principi attivi, nonché forma farmaceutica, via di somministrazione e modalità di rilascio, numero di unità posologiche e dosaggio unitario uguali, la fornitura attraverso le farmacie fino alla concorrenza del prezzo più basso tra quelli dei farmaci disponibili nel normale ciclo distributivo regionale. Se, tuttavia, per tale tipologia di farmaci, l’Aifa ha fissato il prezzo massimo di rimborso ed esso è inferiore al più basso dei prezzi dei medicinali considerati, la fornitura attraverso la farmacia è assicurata fino a concorrenza del prezzo massimo di rimborso. Ancora, il decreto sui Lea prevede anche che le farmacie dovranno assicurare i nuovi servizi previsti dai piani regionali socio-sanitari, nei limiti delle risorse rese disponibili. La farmacia dei nuovi servizi, dunque, entra a far parte dei Livelli essenziali di assistenza e le Regioni sono tenute a garantire le nuove prestazioni ai propri assistiti, nei limiti che verranno fissati nei piani regionali e, ovviamente, compatibilmente con le risorse disponibili. L’articolo 9 del decreto stabilisce o meglio, ribadisce, a proposito dell’assistenza farmaceutica erogata attraverso i servizi territoriali ed ospedalieri, che il Servizio sanitario nazionale possa garantire attraverso questi servizi i medicinali necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale, nonché i farmaci per il periodo immediatamente successivo alla dimissione dal ricovero ospedaliero o alla visita specialistica ambulatoriale, limitatamente al primo ciclo terapeutico e comunque sulla base di direttive regionali.
 
Dott. Francesco Rastrelli
Presidente dell'Ordine dei Farmacisti di Brescia
 
     
   
     
         
       
   
         
 
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